Il complesso della spalla è una delle articolazioni più elaborate del nostro corpo, in quanto è formato da diverse ossa (clavicola, scapola, omero e sterno) che costituiscono diverse articolazioni (sterno-clavicolare, acromio-clavicolare, gleno-omerale, scapolo-toracica). La spalla è l’articolazione più mobile del nostro corpo e la sua stabilità è mantenuta da stabilizzatori passivi (ad esempio: capsula, legamenti, labbro, ecc.) ed attivi-dinamici (muscoli). A causa dei suoi grandi gradi di libertà, la spalla è tra le articolazioni più comunemente afflitte da “instabilità”. L’instabilità della spalla può essere definita come la perdita di funzionalità e comfort dell’articolazione della spalla dovuta ad una traslazione eccessiva della testa omerale nella cavità articolare. In base alla sua eziologia, l’instabilità della spalla è tipicamente classificata in una o più delle seguenti categorie: a) instabilità dettata da trauma con evidenti danni strutturali all’articolazione; b) deficit strutturale senza trauma specifico; c) assenza di deficit strutturale, probabilmente correlato a squilibrio del pattern muscolare. I pazienti possono riferire diverse direzioni di instabilità, tra cui anteriore, posteriore, inferiore e multidirezionale. I pazienti affetti da questa condizione presentano in genere dolore localizzato attorno alla spalla che può irradiarsi ad altre strutture, instabilità, perdita di sicurezza, apprensione, debolezza, e compromissione della funzionalità spalla-braccio.